| La storia, Il paesaggio, Le tradizioni, La cultura, L'arte |
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È uno scalo
Forte dei Marmi alla Marina di
Pietrasanta – È uno scalo munito di un fortino e di guardie, appellato dei
Marmi, perché si caricano costà i marmi provenienti dalle cave di Seravezza e di
Stazzema nel Pietrasantino.
(Da: Dizionario
Geografico Fisico Storico della Toscana di Emanuele Repetti – Firenze 1833-1845)
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Il Forte |
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Guglielmo Vita |
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(da: Dolce Versilia di Guglielmo Vita - Rinascimento del libro. Firenze, 1932)
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La ricchezza viene dall’Altissimo
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Il Gran Duca Pietro Leopoldo fece costruire alla marina di Pietra-Santa
questo Forte nell’anno 1782, lo munì di artiglieria di grosso calibro, e lo
provvide di una guarnigione militare con un tenente castellano sotto la
dipendenza del Comandante di Pietra-Santa. A prescindenza dell’accasermamento per uso dell’uffiziale della guarnigione a quel Forte, e di un magazzino per il ferraccio, e dell’ Oratorio di S. Ermete eretto per la milizia dei due fortini, non esisteva prima del 1821 nessuna casa, né ferma dimora di persona, tranne una capanna ad uso di taberna dello Zari detta del barracchino per la refezione di quei pochi facchini che colà accorrevano per lo scarico del ferraccio della R. Magona (proveniente in prevalenza dall’isola d’Elba, n.d.r) e per ricaricare il ferro tirato nelle sette fucine di Rosina e Seravezza, non meno che per provvedere alla caricazione delle tavole e quadri di marmi che fino da antichi tempi si producevano dalle seghe e frulloni della distinta casa Fortini e da quella Tonini. |
| Ma dal 1821 a questa
parte, dopo l’ultima intrapresa del Monte Altissimo, che oltre ai
prodotti delle sue cave, è servita d’impulso all’apertura di tante
altre di bei marmi che i monti Seravezzani racchiudono, è giunto a
tale commercio e la spedizione dei marmi in blocchi greggi, in tavole
e marmette, che le caricazioni essendone divenute frequenti e
numerose, si è ivi fatto luogo al richiamo di molte persone nella
classe massime dei facchini, ed attive per altre operazioni, tanto che
si vedono ivi stabilite diverse famiglie che vi hanno fabbricate le
proprie abitazioni e stabilito il loro fisso soggiorno nel numero di
300 abitanti, che trovano impiego delle proprie braccia e comoda
sussistenza nelle operazioni di marineria sopra indicate, alle quali
hanno preso mirabilmente la mano. E quello che è più rimarcabile
l’essersi formata in codesto punto di littorale una piccola marina
mercantile composta ormai di dodici navicelli condotti da uomini del
Pietrasantino con bandiera toscana che fanno il cabotaggio tra il
Forte dei marmi e Livorno, dal che esclusivamente emerge gran parte di
quella prosperità che l’industria e commercio dei marmi ha aperto in
quel fortunato sito, il quale serve anche per un punto di riunione ai
concittadini di Pietrasanta e di Serravezza che amano sollazzarsi con
gradevole passeggiata. (da: Saggio storico dell’antica e moderna Versilia di Ranieri Barbacciani - Fedeli. Firenze,1845) |
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Classe 1914
Il bel forte di Leopoldo vigila sui lidi e guarda il mare. Corre l’anno 1914, Forte dei Marmi lascia Pietrasanta e diventa Comune autonomo.
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Forte dei Marmi è un ridente paese
Forte dei Marmi è un ridente paese posto sulla riva del mare, e conta già
sul suo nascere 1800 abitanti circa.
Ha un piccolo stabilimento balneare e alcune capanne per uso dei bagni. Ha
case abbastanza belle e comode, costruite qua e là a guisa di tanti
isolotti.
La sua spiaggia è per lo più occupata da marmi e da barche tirate
sull’asciutto, perché ivi manca veramente uno scalo regolare.
Resta a settentrione di Viareggio, da cui dista 10 chilometri, seguendo il
lido del mare; ma volendo andarvi comodamente in carrozza dalla via di
Pietrasanta, vi sono oltre 15 chilometri. Chi poi vi si recasse per treno,
dovrebbe scendere a Querceta, detta stazione di Serravezza.
(da: Le cento città d’Italia, supplemento mensile illustrato del Secolo.
Ottobre, 1897)
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Sosta con Eugenio Montale |
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Sono arrivati i navicelli |
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Guglielmo Vita |
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(da: Dolce Versilia di Guglielmo Vita - Rinascimento del libro. Firenze, 1932)
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Il Santo protettore di Forte dei Marmi
Sant’Ermete un tempo egli era uno dei più celebri Martiri di Roma; ma è
stato un Santo sfortunato, non perché sia precaria la sua beatitudine in
Cielo, ma perché è quasi svanita, per noi, la sua figura di cittadino del
mondo e della storia.
Si sa per esempio, che i pellegrini dell’Alto Medioevo facevano tappa
obbligatoria, nelle loro visite a Roma, sulla sepoltura di Sant’Ermete, che
si trovava nelle catacombe di Bassilla, lungo la via Appia. Si sa anche che
i Papi Pelagio e Adriano, a distanza di due secoli l’uno dall’altro,
ingrandirono e abbellirono la basilica sotterranea a lui dedicata
Oltre che a Roma, egli ebbe chiese, oggi scomparse, ad Anzio e a Spoleto,
dove il Papa Gregorio Magno inviò le sue reliquie. Quattro monasteri, che
oggi non esistono più, ne ripetevano il nome in diverse regioni dell’Italia
e delle isole.
È stato tramandato che fosse un ricco personaggio romano, un ex-schiavo che
aveva fatto una fortunata carriera. Sarebbe stato convertito dal Papa
Alessandro I, che proprio per questo venne incolpato di magia nera.
Arrestato e torturato, Papa Alessandro venne ucciso, con Evenzio e Teodulo,
nell’anno 119, sotto Adriano Imperatore. Poco dopo, in quello stesso anno,
sarebbe stato martirizzato anche Sant’Ermete.
(da: Nuovi santi del giorno di Piero Bargellini- Vallecchi Editore. Firenze,
1960)
Attorno al 1600, in località Carrana (primo nucleo abitato nella piana fra
Querceta e Forte dei Marmi) per iniziativa di alcuni abitanti nasce una
Confraternita religiosa devota al culto di Sant’Ermete, in onore del quale
viene costruito un piccolo oratorio
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(lapide murata sulla facciata dell’oratorio dedicato a Sant’ Ermete) |
(da: La bibbia di Forte dei Marmi di G. Giannelli - Versilia oggi editore. 1970)
Nel 1777 per iniziativa dell’arciprete di Vallecchia l’oratorio viene
spostato nella zona dell’attuale Forte dei Marmi che nel frattempo era
andata popolandosi.
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(Lapide leggibile a fianco del Magazzino della Magona sulla strada che dal Forte porta a Querceta) |
(da: La bibbia di Forte dei Marmi di G. Giannelli - Versilia oggi editore. 1970)
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| Il paese è attraversato a ponente dalla carrozzabile proveniente da Marina di Massa (viale Mazzini) che dalla grande piazza Marconi, centrale, magnificamente alberata, si continua a levante con quella che conduce a Viareggio (viale Ammiraglio Morin) sede del tram elettrico; i due viali sono asfaltati e d’accurata manutenzione. |
| L’abitato è
distribuito lungo ampie strade e viali intersecantesi ad angolo retto:
la parte centrale di esso, per circa un Km, è fronteggiata dal lato
del mare dal grandioso viale Savoia largo 45 metri, diviso da lunghe
aiuole fiorite ed alberate in due settori, l’uno verso la spiaggia per
i pedoni, l’altro per i ruotabili. Nel suo insieme il paese presenta
un aspetto elegante e pulito, grazie anche agli ottimi servizi
comunali. (da: Guida pratica ai luoghi di soggiorno e di cura d’Italia – Touring Club Italiano. Milano 1932) |
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| Il quarto platano |
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Il punto d’incontro degli
artisti che frequentavano la spiaggia di Forte dei Marmi, fu in un primo momento
il Caffè Fissi (oggi: Caffè Principe). Quando non andavano a casa di (Arturo)
Dazzi, gli amici che si vedevano nel tardo pomeriggio ai tavoli del “Fissi”
erano Enrico Pea e Carlo Carrà, Ardengo Soffici e Lorenzo Viani. La loro
presenza a quel caffè sollevò molte curiosità a punto che cominciarono a
frequentarlo persone troppo sofisticate. Fu così che Carlo Carrà e sua moglie,
il Pea e tutti gli altri, si spostarono sull’altra sponda e si piazzarono
nascosti dalle fronde del quarto platano del Caffè Roma, dalla Pia e Sandro
Balderi. Il famoso “Quarto platano”, sorse così.
(da: La Bibbia di Forte
dei Marmi di Giorgio Giannelli - Edizioni Versilia Oggi, 1970)
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| Gite agrarie … |
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(da: Giornale agrario toscano, VIII, 1834 C. Ridolfi)
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Torre di Venere …
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(da: Mario e il Mago di Thomas Mann - T. Mann, soggiornò a Forte dei Marmi nel periodo agosto-settembre 1926)
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